Insegnare oggi tra ascolto relazione e natura.

Insegnare oggi significa muoversi in un contesto complesso, in continua trasformazione, dove la scuola non è più soltanto il luogo della trasmissione del sapere, ma uno spazio di relazione, crescita e scoperta. Il ruolo dell’insegnante assume così un valore centrale nel guidare i bambini a comprendere il mondo, sviluppando pensiero critico, rispetto e consapevolezza.

Stefania F. è un’insegnante che ha costruito il proprio percorso professionale partendo da un forte legame con la natura e con il territorio. La sua esperienza racconta una scuola che osserva, ascolta e sperimenta, dove l’apprendimento passa anche attraverso il fare, il confronto e il contatto diretto con l’ambiente.

Abbiamo scelto di ospitare la sua intervista perché rappresenta una voce educativa capace di unire didattica, educazione ambientale e attenzione alle relazioni. Un contributo che arricchisce il magazine e apre una riflessione più ampia sul significato dell’educare oggi, dentro e fuori dall’aula.

Percorso e vocazione

D
Come è nata la sua scelta di diventare insegnante e cosa la motiva ogni giorno in questo ruolo?
R
Inizialmente facevo la guida naturalistica e quando accoglievo le scolaresche provavo sempre invidia per le maestre, così un giorno mi son detta: “Cosa mi manca per diventare maestra?”. La motivazione quotidiana è il pensiero di sapere che i bambini ogni giorno mi aspettano.
D
C’è un episodio o un momento in classe che le ha fatto capire l’importanza del suo lavoro?
R
Non c’è un episodio in particolare, ma ogni volta che i bambini esprimono punti di vista poco attenti al rispetto degli altri o dell’ambiente, penso che la scuola sia un importante strumento per aiutarli a scoprire l’esistenza di modi di pensare diversi.
D
Cosa significa per lei educare oggi, in un mondo che cambia rapidamente?
R
Il mondo cambia rapidamente e, con esso, anche gli stili di apprendimento che oggi, più che mai, risultano attivi e dinamici, con tempi di attenzione brevi e la necessità di frequenti variazioni di stimolo. Insegnare significa quindi strutturare attività didattiche basate sull’ ‘imparare facendo’, coinvolgere i bambini in riflessioni collettive e ridurre il ricorso alle lezioni frontali.

Scuola e quotidianità

D
Com’è organizzata la sua attività didattica nella vita di tutti i giorni?
R
Inizio dando spazio ai saluti, si verificano ad alta voce i compiti svilti per casa, cominciamo ad affrontare l’argomento del giorno con un’attività laboratoriale all’aperto o al chiuso oppure con una discussione guidata all’aperto o al chiuso poi si conclude con un’attività scritta individuale. Tutto è calibrato sulla base dell’età e soprattutto del tempo a disposizione (imprevisti esclusi).
D
Quali sono le principali sfide che affronta in classe, oggi?
R
La principale sfida in classe è quella di mantenere un clima sereno, sempre più compromesso dalla difficoltà relazionale e comunicativa tra pari.
D
In che modo cerca di coinvolgere e stimolare gli studenti durante le lezioni?
R
Ascoltando le loro opinioni, le loro idee, cercando per quanto possibile di renderli attivi.

Educazione e ambiente

D
Quanto è importante parlare di natura e ambiente nel percorso scolastico?
R
E’ molto importante perché facendo conoscere la natura e l’ambiente avviciniamo i bambini ad una visione ecocentrica. Un bambino che impara a considerare alberi, animali, fiumi e suolo importanti non solo per l’utilità che hanno per noi ma perché possiedono un valore proprio, sviluppa rispetto ed empatia verso l’ambiente e quindi, anche verso le persone.
D
In che modo il contatto con il verde può favorire l’apprendimento e il benessere dei bambini e dei ragazzi?
R
Il contatto con il verde cambia la qualità dell’esperienza di apprendimento; fare lezione all’aperto è un altro modo di stare mentre si impara. I contesti scolastici tradizionali sono legati ad una valutazione e ad una richiesta di prestazione corretta, questo può generare una modalità interna di tensione e di blocco cognitivo; nel verde succede qualcosa di diverso: l’esperienza è esplorativa e non giudicante, condizione in cui il cervello apprende meglio. Nel verde, cambia anche il ruolo dell’insegnante; senza stress performativo l’adulto diventa: guida, facilitatore, osservatore e in questo modo rafforza la relazione di fiducia con i suoi alunni.
D
Avete mai realizzato progetti o attività legate all’educazione ambientale?
R
Io e le mie colleghe diamo molto spazio alla didattica in territorio e alla didattica nell’Aula verde; la nostra scuola collabora anche con enti territoriali che si occupano di educazione ambientale.

Relazione e comunità

D
Che ruolo hanno le famiglie nel percorso educativo degli studenti?
R
Le famiglie hanno il compito di accompagnare il percorso scolastico del figlio seguendo i suoi successi e insuccessi, ponendosi in posizione di ascolto assertivo. Possono chiedere all’insegnante informazioni sul percorso educativo, indicazioni su punti di forza e difficoltà e su come favorire l’autonomia e la responsabilità. È importante che non si sostituiscano al ruolo dell’insegnante e che non interferiscano nella didattica, la sovrapposizione dei ruoli crea destabilizzazione nei bambini.
D
Quanto è importante la collaborazione tra scuola, territorio e istituzioni?
R
La collaborazione tra scuola, territorio e istituzioni è fondamentale perché permette di condividere finalità educative e di offrire al bambino un contesto di crescita coerente. Quando i diversi ambienti in cui vive comunicano tra loro, il bambino riceve messaggi chiari e non contraddittori, si sente sostenuto da una rete di adulti e può accedere a opportunità formative, culturali e sociali più ampie. Questa sinergia contribuisce non solo all’apprendimento, ma anche allo sviluppo personale, sociale ed emotivo, favorendo la costruzione di un sé più sicuro e di un forte senso di appartenenza alla comunità.
D
Cosa si augura che i suoi studenti portino con sé una volta terminato il percorso scolastico?
R
Mi auguro che portino con sé la bellezza della conoscenza e la libertà che ne deriva, cioè la curiosità, il pensiero critico e la capacità di affrontare la vita con autonomia e responsabilità.

Futuro e visione

D
Come immagina la scuola del futuro?
R
Preferisco dire non come la immagino ma come la spero. Spero in una scuola inclusiva, che realizzi attività per piccoli gruppi dando priorità al fare e all’incentivare idee e pensieri propri da condividere. Spero in una scuola dove ci siano tanti spazi d’apprendimento: Aula verde, Aula per cooperative learning, Aula per tinkering, Aula lettura, Aula per la motricità, Aula dell’accoglienza con armadietti personali.
D
Quali competenze ritiene fondamentali per gli studenti di domani?
R
Capacità di: mettersi alla prova, trovare soluzioni originali e adattarsi ai cambiamenti, esprimere idee chiaramente anche in contesti interculturali, coltivare interessi e curiosità nello studio.
D
Qual è il messaggio più importante che vorrebbe lasciare come educatore o educatrice?
R
Auguro ai miei alunni di coltivare il desiderio di “fare la differenza” con gentilezza e responsabilità.

Educare è seminare.

Dalle parole di Stefania emerge una visione della scuola come comunità educante, in cui bambini, insegnanti, famiglie e territorio collaborano per costruire percorsi di crescita coerenti e significativi. Una scuola che non teme il cambiamento, ma lo accoglie come opportunità.

Come magazine, crediamo che dare spazio a queste esperienze significhi rafforzare una cultura dell’educazione ambientale capace di incidere nel tempo. Raccontare il lavoro degli insegnanti vuol dire riconoscere il valore di chi ogni giorno semina curiosità, rispetto e responsabilità nelle nuove generazioni.

Perché educare non è solo preparare al futuro, ma costruirlo insieme, con attenzione, gentilezza e una visione che mette al centro le persone e il mondo che le circonda.

Data Pubblicazione 18/02/2026.

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