Quando una progettazione sbagliata spegne le città e spreca risorse pubbliche.
Le città hanno bisogno di alberi, hanno bisogno di ombra, di aria più fresca, di strade più vivibili e di spazi capaci di migliorare il benessere delle persone. Allo stesso tempo, però, hanno bisogno anche di sicurezza, visibilità e illuminazione adeguata lungo strade e marciapiedi.

In alcune situazioni, osservando il verde urbano con attenzione, si possono notare criticità che nascono non tanto dalla presenza degli alberi, quanto da una progettazione non perfettamente coordinata tra alberature e illuminazione pubblica.
Nelle immagini si vede chiaramente come i lampioni siano stati progressivamente inglobati dalla chioma degli alberi. Con il passare degli anni, la vegetazione ha occupato lo spazio attorno ai corpi illuminanti fino a ridurne fortemente l’efficacia. Il risultato è una strada meno illuminata, marciapiedi più bui e una percezione di sicurezza ridotta per chi percorre questi spazi a piedi, in bicicletta o in automobile.

Questa situazione comporta anche una riflessione economica.
Illuminare una strada senza che la luce riesca realmente a raggiungere il suolo significa consumare energia senza ottenere il risultato desiderato. Una criticità che, nel tempo, incide inevitabilmente anche sui costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche.
La soluzione più immediata potrebbe sembrare una potatura drastica delle piante, ma interventi troppo intensi non rappresentano una risposta corretta né duratura. Oltre a creare stress e danni fisiologici agli alberi, spesso il problema si ripresenta nel giro di pochi anni, con nuove ricrescite che tornano ad interferire con l’illuminazione.
Per questo motivo, il tema dovrebbe essere affrontato soprattutto in fase progettuale.
Scegliere correttamente le specie arboree, valutare gli spazi di sviluppo della chioma, studiare l’altezza e il posizionamento dei lampioni significa costruire città più funzionali e più armoniose nel tempo.

In alcuni casi, ad esempio, una possibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo di punti luce più bassi, posizionati sotto la chioma degli alberi, capaci di illuminare realmente il percorso pedonale e la carreggiata senza entrare in conflitto con il verde.
Questo articolo non vuole puntare il dito verso nessuno.
Vuole semplicemente ricordare quanto sia importante progettare il verde urbano pensando al futuro, perché alberi e infrastrutture non dovrebbero ostacolarsi a vicenda, ma convivere in equilibrio.
Quando il verde viene progettato con attenzione, le città diventano più belle, più sicure e più vivibili per tutti.
Data Pubblicazione 12/05/2026.




