Microclima e fatica fisica, lavorare in sicurezza con il caldo, il freddo e in condizioni estreme.

Il lavoro all’aperto espone gli arboricoltori a variazioni climatiche importanti che, se non gestite correttamente, possono aumentare il rischio di infortuni, affaticamento e malesseri. Il microclima è un fattore di rischio riconosciuto e deve essere considerato nella valutazione della sicurezza in cantiere.
Temperature elevate, umidità, radiazione solare e scarsa ventilazione possono provocare:
- Colpi di calore
- Disidratazione
- Crampi muscolari
- Calo dell’attenzione
Per prevenire questi effetti è importante:
- Lavorare nelle ore più fresche della giornata
- Indossare abbigliamento traspirante e coprente
- Bere regolarmente anche in assenza di sete
- Programmare pause in zone ombreggiate
Anche il freddo intenso comporta rischi: ipotermia, congelamento, perdita di sensibilità e rallentamento dei riflessi. In questi casi è essenziale:
- Usare abbigliamento tecnico a strati
- Proteggere mani, piedi e testa
- Evitare sforzi intensi senza riscaldamento muscolare
- Mantenere il corpo asciutto per ridurre la dispersione termica
Le condizioni estreme richiedono una pianificazione attenta delle attività:
- Suddivisione del lavoro in turni brevi
- Attrezzature più leggere e ben lubrificate
- Monitoraggio reciproco tra gli operatori per rilevare segni precoci di malessere
È importante ricordare che lo stress fisico da microclima aumenta anche il rischio di errori, incidenti e scelte operative sbagliate. Per questo motivo, il D.Lgs. 81/08 impone l’inclusione delle condizioni ambientali nella valutazione del rischio.
Lavorare con il caldo o il freddo fa parte della professione, ma farlo in sicurezza è una scelta consapevole. Riconoscere i segnali del corpo, usare le giuste protezioni e adattare i ritmi di lavoro è il modo migliore per proteggersi e proteggere la propria squadra.
Data Pubblicazione 09/12/2025.




