Perché i tigli producono ricacci alla base del tronco.

Osservando molti tigli lungo viali, parchi e marciapiedi cittadini, capita spesso di notare una grande quantità di ricacci basali che si sviluppano alla base del tronco. Sono giovani germogli, teneri e vigorosi, che la pianta produce in risposta a condizioni interne ed esterne.

Il tiglio è una specie naturalmente predisposta a emettere polloni e nuovi getti, soprattutto nella zona del colletto e alla base del fusto. Questa caratteristica fa parte della sua biologia e della sua capacità di reagire agli stimoli ambientali.

In ambiente urbano, però, la produzione abbondante di ricacci può essere favorita da situazioni di stress: terreno compattato, asfalto vicino alle radici, scarsa disponibilità idrica, calore riflesso dalle superfici artificiali e potature frequenti della chioma.

Quando l’albero percepisce uno squilibrio, tende a produrre nuova vegetazione per recuperare superficie fogliare e mantenere attiva la propria capacità fotosintetica. I ricacci diventano quindi una forma di risposta fisiologica, un modo con cui la pianta cerca di adattarsi alle condizioni in cui si trova.

Dal punto di vista gestionale, questi germogli vengono spesso rimossi perché possono ostacolare il passaggio, ridurre la visibilità lungo i percorsi pedonali o sottrarre energia alla struttura principale dell’albero. La rimozione, però, deve essere eseguita con attenzione, evitando tagli aggressivi o ripetuti in modo scorretto.

La presenza di ricacci non deve essere letta solo come un difetto estetico. È anche un segnale da interpretare. Racconta il rapporto tra la pianta e l’ambiente urbano, evidenziando la necessità di una gestione più attenta del suolo, delle potature e dello spazio vitale dell’albero.

Anche alla base di un tiglio, quindi, possiamo leggere una storia di adattamento. Una pianta che produce ricacci non sta semplicemente “sporcando” il marciapiede: sta cercando, a modo suo, di mantenere equilibrio e vitalità.

Data Pubblicazione 18/05/2026.

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