Dalla vendemmia alla ripresa vegetativa. La concimazione di precisione parte dai dati.

Con il termine della vendemmia e la progressiva caduta delle foglie, il vigneto entra apparentemente in una fase di riposo vegetativo.
Per l'agronomo e il viticoltore, tuttavia, la finestra autunnale rappresenta uno dei momenti più strategici dell'intero ciclo colturale: quello dedicato al ripristino della fertilità del suolo e alla restituzione degli elementi nutritivi asportati dalla produzione.
Tradizionalmente, la concimazione autunnale di fondo o la semina delle essenze da sovescio vengono eseguite a dose uniforme su tutto l'appezzamento.
Tuttavia, l'applicazione a dose fissa presenta un limite intrinseco: rischia di amplificare le disuniformità di campo, sovraccaricando di nutrienti le zone già vigorose e lasciando in carenza le aree strutturalmente più deboli.
Dalla vigoria al bilancio nutrizionale. L'uso dei dati spettrali.
La viticoltura di precisione permette di superare l'approccio omogeneo attraverso l'integrazione dei dati telerilevati.
Utilizzando gli indici di vigoria raccolti nella fase pre-raccolta, come NDVI e soprattutto NDRE, quest'ultimo maggiormente sensibile al contenuto di clorofilla e azoto nelle fasi avanzate, è possibile mappare la variabilità spaziale della chioma e individuare aree con caratteristiche vegetative differenti.
Zone ad alta vigoria. Hanno sostenuto una produzione importante ma spesso dispongono di riserve del suolo ancora elevate o di un potenziale che non necessita di ulteriori apporti azotati, per evitare eccessi vegetativi in primavera. Questa condizione deve comunque essere verificata attraverso le analisi agronomiche.
Zone a bassa vigoria o soggette a stress. Evidenziano aree in cui la pianta può aver subito limitazioni nutrizionali o idriche. In questi casi, l'eventuale necessità di un apporto di sostanza organica ed elementi nutritivi deve essere valutata considerando le condizioni del suolo e le cause effettive dello stress.
Concimazione organica VRA. Come funziona in pratica.
La trasformazione della mappa di vigore in una mappa di prescrizione a rateo variabile (VRA) consente di guidare le macchine spandiconcime o gli spandiletame dotati di tecnologia ISOBUS e controllo elettronico del dosaggio.
Il flusso di lavoro si articola in tre passaggi chiave:
Normalizzazione e zonizzazione. I dati spettrali, ottenuti da satellite o drone, vengono elaborati per ridurre le interferenze del suolo e suddivisi in 3-5 classi omogenee di gestione.
Assegnazione delle dosi target. In base alle analisi del suolo e agli obiettivi agronomici, si definiscono le quantità di ammendante compostato, pellet organico o concime minerale per ciascuna zona. A titolo puramente esemplificativo, si possono prevedere dosaggi da 1,5 t/ha nelle zone vigorose fino a 3,5 t/ha nelle zone deboli, fermo restando che le quantità effettive dipendono dalle caratteristiche del prodotto e dalle esigenze del vigneto.
Esportazione multi-formato. La mappa viene convertita nei formati standard, come .shp o ISO-XML / TASKDATA, compatibili con i terminali di bordo e con i sistemi di gestione delle macchine agricole.
Sovesci mirati a dose e miscela variabile.
L'approccio VRA in autunno non si limita alla concimazione, ma può estendersi anche alla gestione delle coperture vegetali (cover crops), attraverso la scelta di specie e miscugli differenti in funzione delle caratteristiche delle singole aree.
Nelle zone a basso vigore. Si possono privilegiare miscugli a prevalenza di leguminose, come favino, veccia e trifoglio, per favorire la fissazione biologica dell'azoto atmosferico e contribuire al miglioramento della fertilità del suolo.
Nelle zone ad alto vigore. Si possono impiegare prevalentemente graminacee, come orzo, segale e avena, o alcune crucifere, utili per migliorare la struttura del terreno attraverso gli apparati radicali, assorbire parte dell'azoto disponibile e contribuire a limitarne il lisciviamento invernale.
Sostenibilità agronomica ed economica.
Restituire risorse al suolo "dove serve e quanto serve" può tradursi in un triplo vantaggio per l'azienda vitivinicola.
Omogeneizzazione del vigneto. Possibile riduzione progressiva delle differenze di vigore all'interno delle singole particelle, quando queste dipendono da squilibri nutrizionali correggibili.
Ottimizzazione dei costi. Riduzione degli sprechi di concime nelle zone che non necessitano di ulteriori apporti, attraverso una distribuzione più razionale delle risorse.
Sostenibilità ambientale. Possibile riduzione delle perdite di nutrienti verso i bacini idrici e maggiore coerenza con gli obiettivi ambientali della Politica Agricola Comune, nel rispetto dei requisiti applicabili alle singole aziende.
La nutrizione di precisione autunnale rappresenta un passaggio importante per preparare il vigneto alla successiva stagione produttiva, trasformando il dato geospaziale in valore agronomico concreto.
Data Pubblicazione 28/10/2026.



