Donne nell’arboricoltura, storie di forza, precisione e passione verde.

Nel mondo dell’arboricoltura, tradizionalmente dominato da figure maschili, sempre più donne stanno affermando la propria presenza con competenza, determinazione e uno sguardo attento alla qualità e alla cura del dettaglio. Dai cantieri urbani ai vivai, dai lavori in quota alla consulenza tecnica, la figura dell’arboricoltrice si sta imponendo come una componente essenziale del settore.
Chiara, tree climber professionista, ci racconta la sua esperienza: “All’inizio è stato difficile. I colleghi erano scettici, i clienti sorpresi. Ma poi, con il tempo, hanno visto che la precisione, la tecnica e la sensibilità fanno la differenza, indipendentemente dal genere.”
Le donne nell’arboricoltura portano un contributo unico: maggiore attenzione all’approccio conservativo, spiccata capacità di osservazione, forte orientamento alla comunicazione con il cliente e con il territorio. In molti casi, si specializzano in valutazione visiva, analisi del rischio o nella gestione di progetti partecipati di riqualificazione urbana.
Nei vivai, il numero di tecniche e agronome è in costante aumento. Il loro lavoro è fondamentale nella selezione e coltivazione di specie resilienti, nella promozione della biodiversità vegetale e nella diffusione di pratiche sostenibili.
Molte donne svolgono anche un ruolo attivo nella formazione, nella ricerca e nella divulgazione. Sono docenti, formatrici, consulenti ambientali che aiutano a costruire una nuova cultura del verde più inclusiva, attenta e professionale.
L’arboricoltura ha bisogno di nuove energie, di visioni diverse, di mani capaci che si prendano cura degli alberi con rispetto e competenza. E le donne stanno dimostrando, ogni giorno, che la loro presenza non è un’eccezione: è un valore aggiunto.
Un cambiamento in corso che fa bene al settore, agli alberi e alla società.
Data Pubblicazione 12/05/2025.



