Operazioni di rimozione e trinciatura del legname fluitato e di vegetazione erbacea ed arbustiva sotto le pile di ponti che attraversano fiumi.

Un problema crescente legato al dissesto idrogeologico
Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle criticità più rilevanti del nostro tempo. La gestione della vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea è spesso insufficiente, nonostante l’impegno dei consorzi di bonifica e degli enti pubblici. La mancanza di una manutenzione programmata su molte proprietà private, diffuse in gran parte del territorio italiano, rende ancora più complessa la prevenzione delle esondazioni e dei danni correlati.
Il rischio generato dal legname fluitato
Durante i fenomeni piovosi intensi, sempre più simili a eventi tropicali, molte piante già compromesse cadono nei letti dei corsi d’acqua e vengono trasportate dalla corrente fino a incastrarsi sotto le pile dei ponti. L’accumulo di questo materiale, definito “fluitato”, può ridurre la capacità di deflusso del fiume e provocare esondazioni con conseguenze gravi per strade, abitazioni, attività produttive e spazi pubblici.
Intervento di rimozione presso un’importante infrastruttura fluviale
In questo caso un ente responsabile della manutenzione dei ponti su importanti corsi d’acqua ha incaricato la nostra cooperativa di rimuovere il legname fluitato accumulato tra le pile e di occuparsi del suo successivo trattamento e valorizzazione energetica. L’operazione è stata resa possibile grazie all’impiego del nostro escavatore ad appoggi articolati, noto come ragno, dotato di ruote in gomma e ideale per operare all’interno degli alvei, anche su superfici irregolari.
Mezzi a basso impatto ambientale
Il ragno impiegato per l’intervento utilizza oli biodegradabili sia nel motore sia nel circuito oleodinamico, caratteristica che lo rende idoneo a operazioni in aree sensibili dal punto di vista ambientale. Anche in caso di ipotetico sversamento, il rischio di contaminazione sarebbe minimo, garantendo una maggiore tutela del corso d’acqua.
Attrezzature impiegate per la rimozione e la trinciatura
Per movimentare il materiale fluitato è stata utilizzata una pinza forestale dotata di sega a barra da un metro, utile per sezionare tronchi e rami voluminosi. La vegetazione cresciuta direttamente sulle pile del ponte è stata invece gestita mediante trincia forestale installata sull’escavatore. Parte del materiale è stato triturato e lasciato in loco come ammendante, mentre i tronchi più consistenti sono stati destinati alla filiera delle biomasse per finalità energetiche.
Un intervento particolare su materiali incastrati in quota
Un’operazione insolita ha riguardato la rimozione di canne rimaste incastrate nelle intercapedini della volta del ponte a seguito di una piena. L’operatore ha risolto la situazione con una soluzione creativa, utilizzando un tronco come fosse uno stuzzicadenti per liberare l’ostruzione. Il materiale rimosso è stato successivamente trinciato e lasciato come ammendante, completando così l’intervento in modo efficiente e sostenibile.
Data Pubblicazione 28/10/2025.




