Opere di rinaturalizzazione di aree a coltura degradate e non coltivate da tempo.

Tecniche non invasive per il recupero del suolo
Gli interventi di ingegneria naturalistica rappresentano soluzioni non invasive che permettono di ottenere risultati paragonabili a quelli ottenuti con malte e calcestruzzi, garantendo al tempo stesso un ridotto impatto ambientale. Tra le tecniche più utilizzate rientrano palificate semplici o doppie in legname, gabbionature per il rinforzo delle scarpate e opere di sostegno realizzate con terre armate o rinforzate. Si tratta di lavorazioni che gli operatori della S.A.G. eseguono con competenza per favorire la stabilizzazione dei terreni e la rinaturalizzazione delle aree degradate.
Realizzazione di terre rinforzate
Nel caso specifico, l’intervento ha previsto la costruzione di opere in terre rinforzate mediante l’impiego di casseri mobili in rete elettrosaldata di forma piana e geogriglie per la stabilizzazione del terreno. Il riempimento è stato realizzato riutilizzando la terra vegetale locale, successivamente compattata con rullatura meccanica. Questa soluzione consente di ottenere un risultato strutturale equivalente all’uso del calcestruzzo, evitando però materiali non compatibili con gli obiettivi della rinaturalizzazione.
Recupero ambientale e integrazione paesaggistica
Nelle porzioni non pavimentate è stato possibile inerbire il terreno, favorendo il recupero della copertura vegetale e l’integrazione dell’opera nel paesaggio circostante. Gli interventi realizzati non richiedono manutenzioni particolari, garantendo stabilità, funzionalità e una progressiva rinaturalizzazione dell’area.
Data Pubblicazione 04/12/2024.




