Forestazione urbana e PNRR, perché non basta contare gli alberi annunciati.

Il percorso nazionale RiforestAzione si è concluso a Milano con un nuovo bilancio degli interventi sostenuti dal PNRR per la tutela e la valorizzazione del verde urbano ed extraurbano. I dati comunicati permettono di osservare l’estensione del programma, ma sollevano anche una domanda essenziale: che cosa viene misurato quando si parla di alberi piantati?
L’investimento coinvolge 180 Comuni appartenenti a tredici Città metropolitane e dispone di 210 milioni di euro. Secondo il bilancio presentato il 7 ottobre, dal 2025 sono stati interessati dagli interventi quasi quattro milioni di alberi e arbusti.
Il programma nazionale prevede però fasi tecniche differenti. La messa a dimora del materiale forestale nei vivai o in aree temporanee non coincide necessariamente con il trapianto nella destinazione finale. Proprio per questo, tra gli obiettivi conclusivi figura il trasferimento definitivo di almeno 3,5 milioni di alberi e arbusti.
Questa distinzione aiuta a leggere correttamente i numeri. Espressioni come “piantato”, “prodotto”, “messo a dimora” e “trapiantato” possono descrivere momenti diversi dello stesso processo. Se vengono utilizzate senza precisarne il significato, il pubblico può interpretare come nuovo bosco già realizzato ciò che si trova ancora in una fase precedente.
La destinazione definitiva è un passaggio decisivo, ma non rappresenta ancora il risultato finale. Dopo il trapianto comincia la fase dell’attecchimento, durante la quale le piante devono superare stress idrici, condizioni climatiche sfavorevoli e possibili criticità del suolo. È in questo periodo che emergono le fallanze e la necessità di sostituire gli esemplari perduti.
Per valutare la forestazione occorre quindi conoscere non soltanto il numero iniziale delle piante, ma anche la superficie effettivamente interessata, le specie utilizzate, la densità d’impianto, il tipo di ecosistema che si vuole ricostruire e le cure programmate. La stessa quantità di piante può produrre risultati molto diversi in funzione del progetto.
Anche la localizzazione è determinante. Gli interventi PNRR riguardano contesti urbani e periurbani nei quali possono essere presenti suoli degradati, frammentazione ecologica, infrastrutture e pressioni antropiche. Ogni progetto dovrebbe quindi partire da obiettivi ambientali legati al territorio, evitando che il raggiungimento di un target numerico diventi l’unico criterio di successo.
Una forestazione può contribuire alla biodiversità, alla regolazione del microclima e alla protezione del suolo, ma questi effetti richiedono tempo. Non possono essere attribuiti automaticamente a ogni esemplare nel momento della piantagione. Servono indicatori verificabili negli anni successivi, capaci di descrivere crescita, copertura vegetale, mortalità e sviluppo dell’ecosistema.
Il caso della Città metropolitana di Milano mostra la dimensione locale del programma: gli interventi coinvolgono diciannove Comuni e 62.518 piante. Nel capoluogo sono stati indicati oltre quattro ettari riforestati con circa quattromila alberi e arbusti. Sono dati utili quando vengono accompagnati da superficie, posizione e caratteristiche dell’intervento.
La comunicazione pubblica dovrebbe rendere accessibile anche il monitoraggio. Mappe, schede dei progetti e aggiornamenti sulle fallanze permetterebbero di seguire il passaggio dal finanziamento al bosco reale. Rendere visibili anche difficoltà e sostituzioni non riduce il valore dell’intervento: aiuta piuttosto a comprenderne la complessità.
Il nuovo bilancio segna dunque un avanzamento importante, ma apre la fase più delicata. Il risultato non sarà determinato soltanto dal raggiungimento del numero previsto, bensì dalla capacità di accompagnare gli impianti fino a ottenere formazioni vegetali vitali e coerenti con i luoghi.
Per raccontare la forestazione urbana occorre spostare l’attenzione dall’annuncio iniziale alla permanenza nel tempo. Il numero delle piante è necessario per misurare l’estensione del programma; attecchimento, crescita e gestione diranno invece quanto di quell’investimento sarà diventato patrimonio naturale.
Data Pubblicazione 15/10/2026.




