Tomografia sonica ed elettrica: diagnosi non invasiva degli alberi spiegata passo passo.

Valutare lo stato interno di un albero senza danneggiarlo è oggi possibile grazie alla tomografia sonica ed elettrica, due tecnologie diagnostiche avanzate sempre più utilizzate in arboricoltura professionale.
La tomografia sonica misura la velocità di propagazione di impulsi sonori attraverso il legno. Inserendo sensori lungo il perimetro del tronco e generando impulsi meccanici, è possibile rilevare variazioni di densità legate a carie, cavità o legno degradato. Le aree in cui il suono si propaga lentamente sono potenzialmente compromesse e vengono evidenziate in una mappa cromatica che rappresenta una “sezione” virtuale dell’albero.
La tomografia elettrica, invece, si basa sulla misurazione della resistenza elettrica del legno. Variazioni nei valori indicano la presenza di umidità, anomalie strutturali o processi di decomposizione. Risulta particolarmente utile in fase precoce, quando i danni non sono ancora visibili dall’esterno.
Entrambe le tecniche sono non invasive e consentono di ottenere dati affidabili per prendere decisioni informate. Sono strumenti preziosi soprattutto per alberi monumentali, esemplari in aree sensibili o soggetti a vincoli paesaggistici, dove l’abbattimento rappresenta l’ultima risorsa.
L’esecuzione della tomografia richiede personale formato e strumenti calibrati. È fondamentale anche l’interpretazione dei risultati: i dati devono essere letti con competenza, integrandoli con osservazioni visive e conoscenze biologiche dell’albero.
I vantaggi? Maggiore accuratezza diagnostica, riduzione dei margini di errore, possibilità di pianificare interventi conservativi mirati.
Tecnologie come la tomografia stanno cambiando il modo in cui guardiamo agli alberi: non più solo da fuori, ma anche dal cuore del loro legno. Un modo per ascoltare ciò che non si vede, e decidere con consapevolezza.
Data Pubblicazione 17/08/2025.




