Carie del legno: come riconoscerla e valutarne il rischio strutturale.

La carie del legno è una delle alterazioni più comuni e pericolose per la stabilità degli alberi. Provocata da funghi lignivori, si manifesta con la decomposizione del legno interno, che perde consistenza e resistenza meccanica, compromettendo la capacità dell’albero di sostenere il proprio peso e di resistere al vento.
I funghi della carie penetrano attraverso ferite da taglio, rotture o danni meccanici, colonizzando il legno morto o vivo a seconda della specie. La carie può svilupparsi in diverse forme:
- Carie bianca: degrada la lignina, lasciando una massa fibrosa e chiara
- Carie bruna: degrada la cellulosa, lasciando un legno scuro e fragile
- Carie soffice: agisce su legni bagnati, con aspetto spugnoso
I sintomi esterni possono essere poco evidenti nelle fasi iniziali. Segnali da osservare:
- Presenza di corpi fruttiferi fungini (basidiomi) su tronco o radici
- Depressioni o rigonfiamenti anomali della corteccia
- Fessurazioni longitudinali o aree con risonanza vuota
- Carie visibile da cavità, tagli o vecchie ferite
La valutazione del rischio deve essere affidata a personale qualificato, che potrà integrare l’analisi visiva con strumenti diagnostici come:
- Martello sonico e prova di percussione
- Tomografia sonica o elettrica
- Resistografia
Non tutte le carie comportano necessariamente un rischio elevato: è fondamentale considerare l’estensione, la posizione e la funzione strutturale della porzione interessata.
Le strategie di gestione includono:
- Potature di alleggerimento per ridurre il carico
- Consolidamenti statici o dinamici
- Monitoraggio periodico con aggiornamento della classe di rischio
In alcuni casi, soprattutto se la carie compromette la base del tronco o l’inserzione di branche principali, l’abbattimento può essere l’unica soluzione per garantire la sicurezza pubblica.
Riconoscere e valutare correttamente la carie è essenziale per decidere se conservare o rimuovere. È un equilibrio tra tutela dell’albero e responsabilità verso l’ambiente circostante.
Data Pubblicazione 29/05/2025.



