Lauroceraso e cancro rameale: come riconoscerlo e contrastarlo

Sempre più spesso i proprietari di giardini si trovano a osservare siepi di lauroceraso che improvvisamente si seccano o ingialliscono. Dietro a questo fenomeno può esserci una patologia diffusa: il cancro rameale.
Il lauroceraso (Prunus laurocerasus), tra le piante da siepe più utilizzate in Italia, è apprezzato per la crescita rapida, la resistenza e la facilità di potatura. Tuttavia, anche questa specie può essere soggetta a malattie che ne compromettono la salute.
Il cancro rameale colpisce i rami giovani, di 1-2 anni, e si manifesta con disseccamenti che partono dalle parti più tenere e si estendono progressivamente ai rami secondari e, nei casi più gravi, al fusto principale. Le foglie diventano gialle, poi brune, fino a seccarsi. La malattia è causata da funghi che penetrano attraverso ferite o lesioni e si diffondono grazie a condizioni favorevoli come umidità elevata e temperature superiori ai 20 °C.
Come intervenire:
– Potatura mirata: rimuovere i rami infetti almeno 10-15 cm al di sotto della parte colpita, disinfettando i tagli e proteggendoli con mastice cicatrizzante. Il materiale malato deve essere eliminato per evitare nuove infezioni.
– Irrigazione corretta: bagnare in profondità, evitando sia i ristagni sia le annaffiature troppo superficiali e frequenti. Meglio un’irrigazione abbondante a intervalli regolari.
– Concimazione equilibrata: evitare eccessi di azoto, che rendono i tessuti vegetali più deboli. Preferire fertilizzanti ricchi di fosforo e potassio, utili a rinforzare le piante.
Prevenzione e monitoraggio sono fondamentali: individuare i primi sintomi consente di contenere la diffusione del cancro rameale e mantenere la siepe sana e rigogliosa. Con cure adeguate, il lauroceraso può continuare a svolgere la sua funzione estetica e protettiva nel giardino.
Data Pubblicazione 24/09/2025.



