Ricacci, quando l’albero reagisce, ma non sempre nel modo giusto.

Osservando il tronco di questa pianta si notano numerosi ricacci che si sviluppano lungo il fusto. Sono germogli giovani, teneri e molto vigorosi, che rappresentano una risposta diretta dell’albero a una situazione di stress o di squilibrio.

I ricacci possono comparire dopo potature intense, tagli drastici, danni meccanici o eventi climatici come il gelo. La pianta, nel tentativo di reagire, attiva gemme latenti producendo nuova vegetazione in modo rapido e spesso disordinato.

Dal punto di vista tecnico si distinguono principalmente in due tipologie: i polloni, che si sviluppano dalla base o dalle radici, e i succhioni, che emergono lungo il tronco o dalle branche principali, come in questo caso.

Questi germogli hanno una crescita molto veloce, ma presentano un attacco debole al legno e una struttura poco stabile. Inoltre, tendono a sottrarre energia alla pianta, compromettendo lo sviluppo equilibrato della chioma.

Per questo motivo, nella gestione arboricolturale, i ricacci vengono generalmente rimossi o contenuti. L’obiettivo è quello di favorire la struttura principale dell’albero e mantenere un equilibrio tra crescita, stabilità e sicurezza.

La presenza diffusa di ricacci è spesso un segnale che la pianta ha subito un intervento troppo invasivo o una condizione di stress. Leggere questi segnali significa comprendere la storia recente dell’albero e impostare interventi più corretti per il futuro.

Anche in questo caso, il tronco racconta. E lo fa attraverso dettagli che, se osservati con attenzione, permettono di interpretare il comportamento della pianta e migliorare la qualità degli interventi nel tempo.

Data Pubblicazione 21/03/2026.

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